System integrator: come realizzare impianti domotici

Le norme cui fare riferimento per l’impianto della propria abitazione sono per il momento essenzialmente due: la Cei64-8, che definisce le specifiche per l’impianto elettrico, e la prassi di riferimento compilata dall’associazione dei system integrator in Italia, Siec, ovvero la Uni/PdR 4:2013.

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Infatti, non esiste ancora una normativa dedicata al mestiere di system integrator, un patentino che ne attesti la professionalità o una certificazione che questi possa rilasciare all’impianto “smart”; si fa riferimento a quella dell’elettricista, conformemente alla citata Cei 64-8 che definisce le dotazioni minime di un impianto “automatico” o domotico.

È quello di “livello 3”, il quale ha una dotazione tecnologica superiore ai livelli 1 e 2, quindi, dice la norma, almeno quattro di queste funzioni: gestione comando luci, controllo remoto, controllo carichi, diffusione sonora, antintrusione, rilevazione gas, rilevazione incendio, gestione temperatura, anti-allagamento e gestione scenari (dalle finestre scorrevoli alle tapparelle).

La prassi di riferimento di Siec, invece, è una sorta di traccia della buona condotta del system integrator. Non è ancora legge perché l’iter non è completo, ma alcune aziende l’hanno sottoscritta e vi aderiscono. Concretamente, come avviene l’assegnazione di un progetto di Smart Home a un professionista? Di solito il system integrator dialoga con il committente per definire le caratteristiche dell’impianto, il budget e le esigenze da assecondare.

Successivamente presenta al cliente un paio di proposte, che non sono ancora preventivi completi dell’impianto, ma progetti di massima nei quali si può comprendere l’ordine di grandezza della spesa e le prestazioni garantite a fine lavori. Una volta definiti insieme questi aspetti cruciali, il system integrator propone al cliente un “mandato professionale”, un contratto vero e proprio, con tanto di anticipo in denaro, che garantisce entrambe le parti su costi e prestazioni tutelando la qualità del progetto domotico (l’aspetto più qualificante del lavoro del system integrator). Solo a questo punto si possono definire i dettagli e iniziare i lavori.

La certificazione dell’impianto è effettuata dall’elettricista, che realizza quanto di propria competenza nell’impianto smart, per esempio la stesura dei cavi su indicazione del system integrator, la predisposizione delle prese, l’impianto elettrico che fa da dorsale alla struttura smart. Tutto quanto riguarda la cosiddetta domotica, o comunque un impianto evoluto e integrato, non ha bisogno di certificazione perché lavora in bassa tensione: dunque un guasto non produce un problema di sicurezza, cosa che invece avviene per l’impianto elettrico.

Un guasto, un malfunzionamento, un lavoro non fatto a regola d’arte, tuttavia, potrebbe portare a costi anche rilevanti per il cliente (per esempio, se una perdita nell’impianto di raffrescamento rovina il pavimento in parquet). Per questo i system integrator più seri hanno anche un’assicurazione dedicata che tutela il professionista e il cliente in situazioni del genere.

Glossario di domotica

Building automation: automazione degli edifici. Sono quelle costruzioni progettate e costruite così da avere la gestione centralizzate integrata dei dispositivi tecnologici e informatici domestici oppure di ambienti particolarmente estesi, ad esempio alberghi e centri commerciali.

Cablaggio: collegamento fra dispositivi elettrici ed elettronici usando un cavo bus o elettrico.

Cavo bus: mezzo per trasmettere le informazioni gestite dalla domotica ad elevate velocità, così da connettere fra di loro più dispositivi con un unico cavo che trasporta anche la corrente elettrica.

Dispositivo domestico: dispositivi all’interno di una abitazione che devono svolgere mansioni particolari. La domotica consente di metterli in comunicazione fra loro e coordinarli.

Domotica: si occupa di automatizzare u dispositivi elettronici e meccanici della casa. In particolare semplifica le routine domestiche, garantisce la sicurezza delle persone e consente di avere un buon risparmio energetico, in quanto il sistema elettronico è progettato per gestire autonomamente processi poco performanti e ripetitivi.

Doppino: altro nome del cavo bus.

Dorsale tecnologica: scheletro del sistema domotico, composto da moduli e cavo bus. Ogni modulo ha un’intelligenza artificiale e indipendente e la trasmissione dei dati, organizzati in pacchetti, viene gestita dai vari moduli per mezzo del cavo bus.

Intelligenza distribuita: la dorsale tecnologica è composta da moduli indipendente collegati da un cavo bus. Di conseguenza il sistema non è gestito da un’unica centrale operativa e si distribuiscono i compiti fra i moduli installati. In questo modo si evita il blocco dell’intero impianto in caso di malfunzionamento di una delle componenti.

Touch screen: si tratta di un dispositivo di controllo per gestire l’impianto elettrico di casa e ogni sistema integrato attraverso un punto di controllo unico, dotato di uno schermo sensibile al tocco.